Amianto: minerale da temere

Con una legge del 1992 l’Italia ha deciso di non permettere più la commercializzazione, la produzione, l’estrazione e l’importazione di amianto e di prodotti che lo contenessero.
Qualche tempo dopo il problema relativo all’amianto è stato traslato sugli edifici costruiti precedentemente rispetto alla legge e che contenessero amianto, soprattutto qualora l’amianto fosse in stato libero oppure legato a materiali o superfici friabili, in questo caso infatti le particelle di amianto, molto pericolose per la salute, potrebbero distaccarsi, finire nell’aria ed essere respirate.
Ricordiamo infatti che proprio l’ amianto è causa di una malattia mortale denominata asbestosi.

Per i motivi di cui sopra si sono venute a creare aziende specializzate nella bonifica dell’amianto che deve essere trattato con molta attenzione.
Addirittura è stato creato un albo presso cui le società che si occupano dello smaltimento devono essere iscritte, le stesse sono tenute a compilare un registro delle bonifiche effettuate e sono soggette a controlli periodici, sia per la tutela della salute dei dipendenti che per la correttezza delle pratiche di smaltimento eseguite.

Chi effettua l’analisi amianto?

analisi amiantoSe veniamo a conoscenza che il nostro edificio ha delle parti in amianto, dobbiamo provvedere ad avvisare l’ASL che provvederà ad effettuare delle analisi in un laboratorio analisi amianto e dovrà iscrivere la nostra proprietà in un apposito registro in modo da effettuare una mappatura quanto più completa sulla presenza di amianto.

Fatto ciò la regione ha la facoltà di richiedere la rimozione dell’amianto, ovviamente a spese dei proprietari degli immobili.

Anche i laboratori di analisi eternit che effettuano le analisi dell’amianto al microscopio devono rispondere a certe caratteristiche, come indicato nell’allegato 5 del decreto ministeriale del 14 maggio 1996.

Come avviene l’analisi eternit

A seconda delle aree da analizzare le procedure del laboratorio amianto si diversificano: bisogna prestare attenzione a verificare se l’oggetto di bonifica è già distaccato, se il luogo dove si trova è dismesso, oppure al contrario se è molto frequentato.

Anche se l’amianto dovesse trovarsi in tubi interrati si dovrà prestare particolare attenzione, infatti il carotaggio dovrà essere fatto prestando particolare cura a non sollevare polveri.

Una volta estratti i campioni di amianto fibre gli stessi dovranno essere trasportati in laboratorio per essere analizzati, prima però verranno sigillati.

Esistono diverse metodologie di analisi amianto Roma ed i laboratori preposti devono essere attrezzati per effettuarle tutte:

  1. microscopia ottica di contrasto
  2. diffrattometria a raggi x
  3. microscopia elettronica a scansione
  4. spettrofotometria di assorbimento infrarosso.

Le analisi di cui sopra vengono richieste sia per verificare la presenza o meno di amianto in certi contesti sia per problemi legati alla salute sul luogo di lavoro.

Per molti anni infatti l’asbesto è stato utilizzato quasi ovunque perché si pensava fosse un materiale molto duraturo ed ovviamente non pericoloso per la salute.

Ci troviamo quindi con un gran numero di fabbricati utilizzati da aziende con molto personale che frequenta locali dove è effettivamente presente l’amianto, abbiamo quindi la necessità di verificare se questi ambienti sono salubri oppure se bisogna procedere alla bonifica.

I campioni da inviare in laboratorio ad analizzare con strumentazioni all’avanguardia, come il microscopio a raggi x, possono essere raccolti sia in proprio, facendo molta attenzione ad utilizzare protezioni adeguate per mani e vie respiratorie e non permettendo alle fibre di disperdersi nell’ambiente, che tramite incaricati inviati dai laboratori stessi.

Se verrà resa necessaria la bonifica degli ambienti i locali andranno evidentemente evacuati per consentire all’impresa di procedere con i lavori in tutta sicurezza.

Ribadiamo l’assoluta importanza di affidarsi a professionisti del settore in regola con tutte le normative vigenti per effettuare una bonifica completa ed efficace.

Se vuoi richiedere dell’amianto analisi e risultati richiedici un sopralluogo ed un preventivo gratuito. Ci occupiamo del trasporto dell’amianto in laboratorio e del rilascio certificato dei risultati.

A partire dal secondo dopoguerra in Italia si è diffusa notevolmente la produzione e l’utilizzo dell’Eternit, un tipo di fibrocemento per la cui realizzazione veniva utilizzato l’amianto. Oggi è nota la pericolosità di questo materiale e di tutti i suoi derivati, quindi è indispensabile provvedere immediatamente alla rimozione di ogni manufatto realizzato con questo materiale e al suo corretto smaltimento.

Tra i nostri lavori di smaltimenti eternit spesso capita la rimozione di pannelli di amianto. Se pensate di avere dei pannelli eternit nella vostra proprietà ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Che cosa sono i pannelli in Eternit?

pannelli in amianto in una scuola

pannelli in amianto in una scuola

Il nome Eternit fa riferimento ad un marchio registrato nel 1900 circa: si tratta di uno speciale tipo di fibrocemento per la cui realizzazione veniva impiegato l’amianto. Di per sé l’Eternit non è pericoloso ma lo diventa nel momento in cui inizia a sgretolarsi per l’usura del tempo e di conseguenza rilascia nell’ambiente delle microfibre che, se inalate, causano terribili malattie come l’asbestosi e il mesotelioma pleurico fino ad arrivare alla morte.

L’Eternit ha delle caratteristiche di resistenza e di flessibilità davvero notevoli, per questo fino al 1992 il suo impiego è stato ampio e variegato, anche perché la sua produzione era davvero molto conveniente, veloce e poco onerosa dal punto di vista economico. Questo materiale è stato utilizzato per molti decenni nel settore dell’edilizia, in particolare nella produzione di pannelli e lastre di diverse misure per la realizzazione di scheletri di edifici sia abitativi che commerciali e industriali.

I pannelli di Eternit sono stati impiegati su larga scala sia per la realizzazione di edifici di natura civile ma anche in quelli destinati ad ospitare uffici pubblici nonché scuole e addirittura ospedali.

Uso di pannelli di amianto in edilizia

Pannelli Eternit per copertura

Pannelli Eternit per copertura

L’amianto è il materiale principale con il quale venivano realizzati i pannelli di Eternit. In questo caso l’amianto rientrava proprio nella composizione del miscuglio con il quale, poi, si realizzavano i manufatti ma in realtà esistono purtroppo anche altre metodologie di impiego di questo pericoloso materiale. Ad esempio è stato impiegato per lungo tempo, prima che nel 1992 ne vietassero in Italia sia la produzione che la commercializzazione, per l’utilizzo a spruzzo su materiali di vario tipo per renderli più resistenti nonché per la creazione di pannelli a bassa densità miscelando il materiale con il cartone e di quelli ad alta densità con una miscela di amianto e cemento.

Addirittura, cambiando completamente settore, l’amianto è stato impiegato anche in campo tessile, miscelandolo con stoffe di vario tipo soprattutto per quanto riguarda i rivestimenti interni. Questi sono solo degli esempi che però fanno capire chiaramente quale sia stata la situazione a partire dal 1994, quando è iniziata l’opera di bonifica da amianto che ha interessato davvero un altissimo numero di edifici su tutto il territorio nazionale.

Come si trattano i pannelli Eternit?

Da quando è stata accertata, attraverso numerosi studi scientifici, la pericolosità dell’amianto, si è immediatamente compresa l’importanza di provvedere allo smaltimento dei numerosi manufatti che esistono in ambito edilizio. Negli ultimi anni, però, questa necessità si è fatta ancora più pressante perché l’usura del tempo sta portando allo sgretolamento di tanti manufatti in Eternit e in amianto. Trattandosi di rifiuti pericolosi, però, sia i pannelli di amianto che quelli in Eternit devono essere smaltiti secondo procedure ben definite e decodificate.

Il D.M. 6 settembre 1994 ammette solo tre possibili strade in presenza di un manufatto contenente amianto:

  • l’incapsulamento in speciali pellicole protettive per evitare che i residui possano disperdersi nell’aria;
  • il confinamento, che prevede la creazione di barriere protettive che ne impediscano la dispersione dell’aria;
  • infine la rimozione in totale sicurezza dell’amianto. La rimozione è sicuramente il procedimento più sicuro perché consente di eliminare ogni traccia di questo pericoloso materiale e garantisce la salubrità degli ambienti e degli edifici anche in futuro.

Come si smaltiscono i pannelli di amianto a Roma e dintorni?

Una volta eliminate tutte le tracce di Eternit e di amianto dall’edificio, si pone il problema del loro corretto smaltimento, per evitare che i loro residui possano disperdersi nell’ambiente. Innanzitutto va specificato che solo le aziende autorizzate e iscritte in un apposito albo possono provvedere allo smaltimento dei pannelli in amianto. Prima della rimozione tutti i manufatti in amianto vanno incapsulati e poi si deve procedere alla loro rimozione in modo sicuro, per evitare che durante l’operazione possano sbriciolarsi.

Una volta prelevati vanno chiusi in contenitori sigillati e portati nelle apposite discariche, anche queste autorizzate e inserite in un elenco speciale, che provvederanno all’effettivo smaltimento. Tutte le operazioni devono essere rigorosamente tracciate nel pieno rispetto della normativa vigente. È assolutamente sconsigliato procedere in autonomia alla rimozione dell’amianto perché si tratta di un’operazione molto pericolosa che rischia, se eseguita in modo non corretto, di nuocere alla salute di chi la esegue e di chi si trova nelle vicinanze.

Molto meglio rivolgersi ad aziende specializzate in questo campo come la ditta Castaldi, da anni un punto di riferimento per lo smaltimento di pannelli di amianto e di Eternit a Roma e provincia.

Contatta oggi stesso l’ufficio commerciale della ditta Castaldi e richiedi un preventivo gratuito e tutte le informazioni necessarie per procedere alla rimozione e allo smaltimento dei pannelli di Eternit e per quelli di amianto a Roma.

Per quanto riguarda lo smaltimento dell’eternit, è possibile approfittare di diversi bonus ed eco-incentivi disponibili dal 2020.

Andiamo a scoprire in cosa consistono questi finanziamenti nello specifico, utili anche per una riqualificazione energetica del territorio e una migliore salubrità della nostra casa, del luogo di lavoro e dell’ambiente in cui trascorriamo il nostro tempo libero.

Bando Inail: bonifica amianto con finanziamento a fondo perduto

Si tratta di un finanziamento a fondo perduto che prevede la bonifica dall’amianto in caso di opere edili quali il rifacimento di coperture industriali:

  • il contributo Inail copre fino al 65%, fino ad una quota di 130.000 €.

ecobonus amianto 2020Per aderire a questa proposta e per conoscere tutta la regolamentazione e i documenti da presentare, l’impresa può muoversi in modo autonomo, oppure rivolgersi ad Eternit Roma, l’azienda specializzata in smantellamento e smaltimento amianto in tutta sicurezza per il cliente e per il team di operai, tecnici specializzati e collaboratori.

Una realtà competente e qualificata che si occupa di effettuare un sopralluogo in loco e di garantire al cliente il miglior trattamento secondo le sue precise esigenze, nel pieno rispetto dell’ambiente e con un atteggiamento sensibile ed eco-sostenibile. Eternit Roma provvede al sopralluogo e al preventivo gratuito, in tempistiche rapide e garantite, con il goal di presentare tutta la certificazione che occorre per accedere al contributo Inail a fondo perduto.

In sintesi, l’azienda si occupa della gestione pratica per il finanziamento rimozione amianto Inail 2020, attraverso il sopralluogo ed una valutazione strutturale completa e pertinente.

Com’è possibile usufruire del bando smaltimento eternit Inail?

Il bando Inail 2020 mette a disposizione 130.000 € a fondo perduto per l’opera edile di bonifica, rimozione e rifacimento di coperture e tetti: possono aderire tutte le imprese del territorio italiano iscritte regolarmente alla Camera di Commercio nello specifico settore Artigianato, Agricoltura e Industria.

Eternit Roma si occupa della consulenza, attraverso:

  1. – un’attenta analisi della concreta fattibilità dell’opera;
  2. – la selezione e la preparazione di tutti i documenti necessari;
  3. – la registrazione dell’impresa e del suo codice identificativo;
  4. – la completa gestione delle pratiche, la rimozione e infine la bonifica dell’eternit.

Lo smaltimento dell’amianto è una procedura molto complessa perché come prima cosa richiede un’attenta valutazione del territorio e del materiale che deve essere rimosso, e del livello di degrado che sta subendo quel preciso stabilimento.
Una volta accertate queste premesse, bisogna provvedere alla rimozione in tempistiche strette per non provocare danni alle cose e alle persone e non inquinare l’ambiente.

Le coperture e le tettoie da rimuovere devono essere smantellate in tempi rapidi, soprattutto se danneggiate e piene di filamenti estremamente pericolosi per la salute: come saprete, l’amianto e l’eternit sono materiali cancerogeni e la causa principale di carcinomi e tumori subiti dalle persone che in passato ne sono venuti a contatto.

Bonifica e smaltimento sono operazioni importanti e da effettuare con strutture e strumenti tecnici top di gamma, a partire dalle tute di protezione dello staff dell’impresa di rimozione amianto.

Ecobonus 2020 per la riqualificazione energetica

Un’altra opportunità di fare qualcosa di buono per il proprio ambiente è l’Ecobonus del 50% e del 65% per lavori domestici ed edilizi di ristrutturazione; esiste poi un super Ecobonus del 110% pensato per il rilancio edilizio a livello di riqualifica energetica.

In poche parole, è possibile accedere di importanti detrazioni IPERF nell’ambito del risparmio energetico, tra cui bonifica eternit e amianto, detrazione Sismabonus nei territori colpiti da disastri, alluvioni e terremoti, finanziamento ed eco-incentivo per la sostituzione di vecchie coperture con nuovi pannelli fotovoltaici solari ed eliche eoliche.

Per conoscere tutto sull’Ecobonus riservato alle cosiddette energie alternative, basta visitare la pagina eternit.roma.it e chiedere una consulenza, un preventivo gratuito e un sopralluogo in tempi rapidi e funzionali.

Il nostro servizio è rivolto alle aziende che intendono ricevere i finanziamenti a fondo perduto destinati per i lavori di bonifica da amianto per coperture di oltre 600mq. 

Molte aziende ogni anno, pur avendo i requisiti per ottenere i finanziamenti previsti, non hanno potuto eseguire il lavoro con il finanziamento per problemi legati alla compilazione della domanda.

OLTRE AI REQUISITI BUROCRATICI CHE L’AZIENDA DEVE AVERE, LE COMPETENZE TECNICHE DI CHI PRESENTA LA DOMANDA SONO FONDAMENTALI.

I nostri consulenti prima di inoltrare la domanda eseguono un’approfondita analisi dell’azienda. NON formuliamo la domanda se non siamo sicuri di ottenere il finanziamento.

IL NOSTRO SERVIZIO SI PAGA SOLO A FINANZIAMENTO OTTENUTO

Richiedeteci maggiori info telefonandoci o inviandoci una richiesta scritta

finanziamenti per le imprese

Principali info sul nostro servizio di rifacimento tetto in eternit.  Sicurezza e strategie eco-sostenibili

Eternit.roma.it si occupa di rimozione e rifacimento della copertura tetto con pannelli coibentati ( lamiera+ poliuretano espanso +lamiera) o con lamiere semplici. Realizziamo solo tetti calpestabili con l’utilizzo del materiale di prima scelta in piena sicurezza e affidabilità.

Oltre a rimuovere le vecchie coperture in eternit siamo specializzati anche nell’installazione di pannelli fotovoltaici in particolari resinati riflettenti, la rivoluzione per quanto riguarda l’impatto ambientale e un approccio eco-solidale, indirizzato alle nuove risorse energetiche alternative.

Quanto costa rifare un tetto?

rifacimento tetto eternitMolti sono preoccupati perchè la ristrutturazione del tetto unita al costo dell’impianto fotovoltaico è sicuramente una spesa importante, ma grazie ai nostri incentivi rifare il tetto ti può costare anche zero!

Il costo del rifacimento del tetto in cemento amianto verrà valutato da i nostri esperti che studiando la struttura del fabbricato e calcolando la resa della produzione di energia del progetto, possono realizzare il lavoro a costo zero se la resa è ottimale. 

Quanto costa l’impianto fotovoltaico?

Inoltre il costo del tetto fotovoltaico è ZERO se la metratura della copertura è uguale o superiore ai 2000 mq. Per maggiori informazioni sulla formula fotovoltaico gratis contattateci subito. Un nostro consulente vi darà ulteriori dettagli sul vostro nuovo tetto fotovoltaico.

Costi di impianto azzerati con lo smaltimento dell’Eternit

Castaldi srl è l’azienda della Capitale specializzata in rimozione di eternit da tetti e strutture edilizie, secondo le norme di sicurezza più all’avanguardia e le regole imposte dal codice edilizio. Affidandosi alla ditta si ha la garanzia di ottenere un lavoro efficace e pulito, realizzato a regola d’arte e nel pieno rispetto della salvaguardia della sicurezza in fatto di benessere e salute, per il cliente e le persone che condividono gli spazi in comune, ma anche per l’operaio e per chi effettua il lavoro di manutenzione.

Navigando nel sito scoprirete i motivi per cui è obbligatorio rimuovere il tetto in eternit, a seconda anche delle sue condizioni, dello suo stato di conservazione e della presenza o meno di parti rovinate e fibre scoperte.

Perché bisogna rimuovere rifare i tetti in eternit?

Dal 1992 non è più possibile produrre tetti e strutture in eternit perché si è scoperto che le sue fibre e i filamenti di cui è costituito, se inalate, sono particolarmente dannose per la salute, nocive e cancerogene.

L’eternit non è il nome di un materiale ma un marchio depositato e brevettato, costituito da fibrocemento e realizzato nel 1901 da un team di ingegneri che lo chiamarono così per la sua resistenza e la sua durevolezza nel tempo. Eternit sta appunto per eternità, un concetto che ai tempi era molto apprezzato, in un periodo di boom industriale ed edilizio: un materiale dalle performance come questo poteva garantire strutture forti nel tempo e allo stesso tempo dal costo economico piuttosto ridotto.

Oggi l’eternità è bandito dal settore edilizio perché casi di cancro sono stati associati alla presenza del materiale in strutture abitative e contesti pubblici come scuole, ospedali, fabbriche e molto altro ancora. Per una questione di prevenzione è fortemente consigliato rimuovere le strutture di eternit soprattutto dai tetti, uno dei complementi più rivestiti di questo materiale, ed è vivamente consigliato rifare il tetto con un impianto fotovoltaico.

L’amianto in casa, quanto è diffuso

Il termine amianto deriva dal latino amiantus (incorruttibile), mentre per il greco antico significava incombustibile. Entrambe le proprietà hanno portato al suo uso diffuso in materiali come il fibrocemento o il calcestruzzo fibroso.

vasi in eternitL’ amianto, o anche asbesto, comprende sei diversi minerali a base di silice, composti da lunghi cristalli fibrosi. L’amianto era un materiale isolante utilizzato in edilizia durante il XIX e l’inizio del XX secolo grazie alla sua capacità di resistere al calore e ai danni elettrici e di ridurre la propagazione del suono. E’ stato largamente usato per coibentare pavimentazioni, tetti, cassoni per la raccolta dell’acqua piovana, tubature e addirittura vasi e fioriere in fibrocemento. 

Tuttavia, anche questo materiale noto con il nome commerciale di Eternit può rompersi e, nel tempo, logorarsi e rilasciare le sue sottilissime fibre. Queste sono considerate altamente pericolose: la loro inalazione e il deposito nel tratto respiratorio possono causare gravi malattie come l’asbestosi, il mesotelioma e altri diversi tipi di cancro.

I loro potenziali effetti sulla salute non sono immediati, possono comparire anche dopo trent’anni. La legge richiede la rimozione dei materiali contenenti amianto solo quando diventa pericoloso.

I pericoli dell’amianto friabile a pezzi

La fibra di amianto è stato un materiale da costruzione comunemente usato fino agli anni ’70 per isolare le case, oltre che per la produzione di piastrelle e pavimentazioni economiche e anche varie altre strutture in cemento, soprattutto di arredo urbano, come vasi e fioriere in eternit, che però possono contenere amianto friabile e diventano facili da rompersi, rilasciando piccole particelle nell’aria che rappresentano un pericolo per la salute e la sicurezza.

Quando questi materiali resistono alla semplice forza esercitata dalla mano non sono friabili e quindi sono meno pericolosi. Una volta che inizia a deteriorarsi, tuttavia, il materiale in cemento fibroso va eliminato.

Per legge, i contenitori in eternit, così come tutti gli altri materiali contenenti amianto devono essere rimossi, con particolare attenzione a scuole, edifici e spazi pubblici. La legge richiede anche procedure speciali per lo smaltimento dell’amianto che non può essere liberato nell’ambiente e accettato dalle normali discariche. A Roma e provincia, se devi smaltire vasi e fioriere in eternit, oppure riscontri pezzi di eternit rotto, rivolgiti ad un’azienda autorizzata che opera nel rispetto della salute pubblica.

Come rimuovere vasi e fioriere in eternit?

fioriere fibrocemento

fioriere fibrocemento

Anche quando non è friabile, l’amianto deteriorato, tagliato o rotto costituisce un pericolo. Soprattutto vasi e fioriere in eternit, per il contatto continuo con l’umidità del terreno sono soggette a usura.

Rivolgiti quindi a personale specializzato che saprà scegliere al meglio: se includere l’amianto in particolari materiali, in scatole sigillate, in involucri di plastica oppure, ancora, contenerlo in materiali solidificanti come la gommalacca. Quest’ ultima tecnica funziona meglio su materiali di amianto con una superficie porosa.

Obbligo rimozione amianto: a chi rivolgersi?

Identifica il tipo di amianto da trattare. L’amianto friabile è una forma del minerale che può essere polverizzato a secco, ma, a seconda dello stato d’usura del manufatto, anche l’amianto non friabile può sbriciolarsi quando è asciutto. Identifica anche la percentuale di amianto contenuta nei pezzi da smaltire, se inferiore o superiore all’1%.

Prima di procedere alla manipolazione di vasi e fioriere in Eternit, gli specialisti dell’amianto indosseranno tute monouso e speciali maschere respiratorie, necessarie quando si lavora con questo minerale. L’area di lavoro verrà isolata per quanto possibile con teli di plastica spessi prima di procedere alla rimozione stessa. I materiali verranno eliminati con una rottura minima, senza l’uso di utensili elettrici, a meno che non vi siano viti da rimuovere o altri elementi di fissaggio. Per evitare che le particelle vengano rilasciate nell’aria, prima del trasporto, il personale specializzato si assicurerà di mantenere i contenitori in condizioni di legatura a umido.

I materiali contenenti amianto verranno sigillati con nastro adesivo, contrassegnati e avviati alla discarica conforme agli standard EPA. La rimozione e lo smaltimento dei manufatti e dei pezzi rotti di fioriere fibrocemento sono operazioni pericolose, non esitare a rivolgerti ad un’azienda certificata. Chiamaci ora per un preventivo gratuito.

Le onduline in fibrocemento per tetti o lastre in Eternit sono state molto utilizzate nell’edilizia pubblica e privata per le loro proprietà, resistenti agli urti e agli agenti atmosferici, impermeabili, compatte e isolanti.

Negli anni ’90 è stata accertata la pericolosità dell’amianto contenuto nelle onduline in Eternit o in fibrocemento e il materiale è stato messo fuori commercio ponendo il problema dello smaltimento.

Se devi procedere a un intervento di smaltimento onduline in fibrocemento per tetti in modo ecologico, contatta subito la nostra azienda per prenotare il servizio su Roma di sigillamento, prelievo, trasporto e smaltimento in discarica.

Onduline per coperture in fibrocemento, come smaltirle?

fibrocemento-ondulineLe tegole ondulate sono state utilizzate come copertura per tetti o terrazzi di molti edifici, scuole, palestre, strutture industriali ma anche condomini e palazzi. Se n’è fatto un largo uso proprio per le loro caratteristiche di resistenza agli urti meccanici e al calore. Se hai una copertura realizzata con onduline in fibrocemento o Eternit, dovrai procedere allo smaltimento o alla bonifica del tetto.

La nostra azienda si occuperà di tutte le fasi di smaltimento onduline su Roma, a cominciare dalla rimozione e prelievo delle lastre ondulate, la messa in sicurezza e il successivo trasporto in un centro di raccolta per la gestione di rifiuti pericolosi, con il rilascio dei documenti attestanti l’avvenuto smaltimento a norma.

Se invece desideri bonificare la struttura lasciando il materiale in sito, hai diverse soluzioni possibili: l’incapsulamento o il confinamento delle tegole. Le onduline del tetto vengono confinate e isolate con lastre speciali oppure incapsulate con pellicole in modo che non siano più nocive per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Il nostro personale qualificato eseguirà i trattamenti in totale sicurezza, lavorando sulle onduline in fibrocemento in modo da non rilasciare particelle o polveri inquinanti nell’aria. I nostri tecnici si attengono a quanto previsto dalla normativa vigente per i casi di smaltimento onduline o di bonifica dell’area.

Quanto costa il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento onduline?

Per smaltire i manufatti ondulati in fibrocemento per tetti, riportiamo di seguito i costi orientativi di un trattamento. Il prezzo va a diminuire a seconda delle dimensioni della struttura. Per superfici fino a 100 mq, occorre calcolare dai 13 ai 20 € circa a mq, per superficie di dimensioni maggiori, oltre i 100 mq, i costi scendono fino a 10 € circa al mq, per le coperture di oltre 1000 mq, il preventivo indicativo può andare dai 6 agli 8 € a mq.

Oltre ai costi di smaltimento amianto vanno aggiunti gli oneri di legge che ammontano a 300 €, i costi di un eventuale rifacimento del tetto e ulteriori costi per la messa in sicurezza dei manufatti secondo le caratteristiche del luogo.

La lavorazione dei prodotti contenenti amianto viene svolta dai nostri tecnici seguendo le disposizioni vigenti. Ogni operazione deve essere condotta in sicurezza per l’ambiente e il personale che esegue il lavoro evitando ogni contatto diretto con i materiali inquinanti. Il servizio prevede quindi anche il costo della sicurezza e salute degli operai con l’eventuale costruzione di ponteggi o strutture per accedere al tetto.

Come prenotare un ritiro per eliminare le onduline in fibrocemento per tetti?

onduline per tettiSe desideri smaltire le onduline in Eternit puoi contattarci per telefono o via e-mail richiedendo un preventivo dei lavori gratuito e senza impegno. Contattandoci riceverai subito una consulenza sul modo migliore di smaltire i manufatti con analisi dei materiali. Il nostro personale sarà da te per un sopralluogo personalizzato e formulerà il preventivo più adatto alle tue esigenze.

I nostri servizi di smaltimento onduline in fibrocemento per tetti su Roma comprendono anche il rilascio di tutta la documentazione e gli attestati di legge per lo smaltimento. Una volta ricevuta la richiesta sarai ricontattato entro 2 ore per un preventivo immediato.

Ti ricordiamo che gli interventi di smaltimento o bonifica amianto possono beneficiare di detrazioni fiscali nell’ambito della legge sulle ristrutturazioni edilizie, facendoti risparmiare ad esempio sul costo del rifacimento del tetto.

Secondo la legge, se in un condominio si trovano dei manufatti in amianto, l’amministratore è obbligato al controllo degli stessi e a farlo presente alla ASL competente.
Ma cos’è l’amianto e perché è così pericoloso da richiedere l’intervento immediato di una ditta specializzata nel suo smaltimento?
In quest’articolo vi spiegheremo tutto ciò che c’è da sapere su questo materiale e sugli obblighi che l’amministratore ha nei confronti del condominio nel caso in cui siano presenti dei manufatti in amianto.

Amianto in Condominio, quali sono i rischi?

amianto in condominioL’amianto è un minerale di natura fibrosa, facente parte del gruppo dei silicati. Questo materiale, per via delle sue caratteristiche intrinseche d’isolamento termico, elettrico e acustico, resistenza al fuoco, basso prezzo, in Italia è stato ampiamente diffuso a partire dalla seconda metà degli anni 90, sia in campo edile che industriale.

In particolar modo, l’amianto è stato impiegato nella realizzazione d’impianti tecnologici (rete fognaria, tubazioni, caloriferi, caldaie) e di mezzi di trasporto (automobili, treni).

Per gli stessi motivi è stato largamente utilizzato nella costruzione degli edifici condominiali e, soprattutto, per la realizzazione di ascensori, tettoie, tubature fognarie e sistemi di riscaldamento.

Tutto questo, però, avveniva nel nostro Paese fintanto che non ne è stata appurata la pericolosità. Ciò ha portato il legislatore a proibirne l’estrazione, la produzione, la commercializzazione, l’esportazione e l’importazione. Era il 1992, una data importante per l’abolizione dell’amianto sul territorio italiano. Il divieto, tra l’altro, abolisce non solo i manufatti composti di amianto ma anche tutti i prodotti che lo contengono.

Nel 1995 – secondo quanto previsto dalla legge 257 – s’interrompe anche la commercializzazione dell’amianto.

La colpa della pericolosità dell’amianto è racchiusa nelle fibre di cui è formato il materiale. Queste, infatti, soprattutto sotto forma di eternit o di fibrocemento, se vengono inalate si possono depositare sulle cellule polmonari e all’interno delle vie aeree.

Nei polmoni, le fibre d’amianto possono depositarsi anche per diversi anni e portare allo sviluppo di gravi patologie come il tumore dei polmoni, il mesotelioma e l’asbestosi, che possono comparire anche dopo molti decenni. Ecco perché è necessario ricorrere all’intervento di una ditta specializzata e abilitata come la nostra che si occupi dello smaltimento di questo materiale.

Quali obblighi ha l’amministratore se l’amianto si trova in condominio?

In un caso simile, la legge prevede degli adempimenti ben precisi in capo all’amministratore condominiale e – in caso di privati – ai proprietari. Innanzitutto, l’amministratore di condominio deve eseguire un accurato censimento ed una mappatura di tutti i manufatti di amianto presenti nelle varie parti comuni. A tal proposito, l’amministratore dovrà richiedere l’intervento di un professionista abilitato che avrà il compito di compilare una scheda specifica.

Trattandosi di un obbligo di legge, non è prevista alcuna approvazione dell’assemblea per ottemperare a tale obbligo. Tuttavia, l’amministratore è tenuto ad informare subito l’assemblea dei condomini se sono state rinvenute tracce di amianto nell’edificio condominiale.

Cosa succede se si trova dell’amianto in condominio?

L’amianto si può trovare in matrice friabile oppure sotto forma compatta. In quest’ultimo caso, il materiale non è pericoloso e l’amministratore non è tenuto a comunicarlo ai condomini ma deve comunque far eseguire dei controlli periodici. Ciò è raccomandabile perché se il manufatto si degrada può diventare dannoso e quindi sarà necessario l’intervento di un tecnico specializzato che dovrà valutare eventuali rischi.

La situazione invece diventa più delicata se nello stabile condominiale sono stati rinvenuti dei manufatti in amianto di matrice friabile perché le polveri si possono staccare facilmente, diffondersi nell’ambiente ed essere inalate (anche solo se il manufatto viene urtato o toccato). In un caso simile l’amministratore condominiale deve comunicare tempestivamente all’ASL competente la presenza del suddetto materiale. In caso contrario potrebbe incorrere in una multa dai 2.500 a 5.000 euro circa.

Come si deve fare per rimuovere l’amianto?

Per rimuovere l’amianto è necessario contattare una ditta specializzata come la nostra che sia iscritta all’albo nazionale dei Gestori ambientali (categoria 10).
Quindi l’amministratore dovrà chiedere l’autorizzazione all’ASL per rimuovere il materiale. La ditta procederà quindi a incapsulare e impacchettare l’amianto e questo sarà poi smaltito in discariche speciali secondo la normativa di legge.

L’amianto e l’eternit, che ne è un derivato, sono prodotti estremamente pericolosi e cancerogeni. In passato amianto ed eternit sono stati ampiamente utilizzati, soprattutto in ediliza, perchè materiali resistenti e poco costosi. Fra il 1992 e il 1994 ne sono stati quindi gradualmente vietati la produzione e l’uso. Molti edifici costruiti prima degli anni ’90 possono ancora contenere questi prodotti estremamente cancerogeni, di cui è altamente consigliata la rimozione.

Cosa dice la normativa sull’amianto?

normativa eternitFinchè rimane allo stato solido l’amianto è innocuo, ma diventa pericoloso quando comincia a polverizzarsi o sfogliarsi. L’elemento dannoso è infatti la polvere che, se respirata, può causare tumori alle vie respiratorie e ad altri organi. Questi due elementi sono considerati quindi rifiuti pericolosi per la salute e per l’ambiente e chi deve smaltirne anche piccole quantità non può far ricorso al fai da te. Rivolgersi ad una struttura certificata che ne assicuri il corretto trattamento e smaltimento non è solo un obbligo di legge, ma anche un modo per tutelare la propria salute.

Le aziende specializzate nel trattamento di rifiuti speciali, come eternit.roma.it, sono attrezzate per prelevare il pericoloso materiale e metterlo in sicurezza, in modo che non rilasci più polveri e fibre. Questo avviene, grazie a speciali tute, nel totale rispetto della salute degli operatori. Questi ultimi sono quindi dotati di appositi dispositivi per il prelievo e il trasporto di eternit ed amianto, che in quanto rifiuti pericolosi devono subire uno speciale trattamento per essere smaltiti.

La necessità è quello di renderli inerti ed impedire loro di inquinare ulteriormente l’ambiente. Castaldi srl ed Eternit Roma garantiscono inoltre la bonifica dell’ambiente dagli agenti cancerogeni e il monitoraggio di tutta l’area a rischio.

Chi ha l’obbligo della rimozione amianto?

Eternit Roma si occupa del prelievo, del trasporto e dello smaltimento dell’eternit e dell’amianto nella capitale e in tutta la Provincia di Roma.  I servizi dell’azienda comprendono anche la gestione di tutta la burocrazia relativa allo smaltimento dei rifiuti pericolosi. L’incarico di rimozione dell’eternit e dell’amianto comincia con un sopralluogo per valutare i rischi e la quantità di materiale che deve essere smaltito. La rimozione di tutto il materiale nocivo può richiedere lo smontaggio di tetti e coperture o di intere strutture, che vengono quindi messe in sicurezza in appositi contenitori.

Il materiale viene quindi trasportato in discarica e qui smaltito con particolari tecniche che assicurano il rispetto dell’ambiente e della salute di tutto il personale coinvolto. Avere in casa o in azienda elementi estremamente cancerogeni come amianto ed eternit è un azzardo e la loro rimozione è altamente consigliata. Contattando Castaldi srl è possibile richiedere una visita di sopralluogo a cui seguirà un preventivo gratuito e senza impegno.

In caso di dubbi sulla presenza di amianto è possibile contattare l’azienda anche per richiedere un’analisi preliminare dei rischi, in modo da decidere se provvedere allo smantellamento delle eventuali strutture in amianto.

Qual’è la normativa in vigore relativa alla presenza di eternit sui luoghi di lavoro?

Secondo la legge il datore di lavoro è responsabile della presenza di amianto e altri materiali pericolosi o cancerogeni. La presenza di amianto è regolata dal Testo Unico in tema di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, ovvero il Decreto Legislativo n. 81 del 2008. Sempre al datore del lavoro spetta la valutazione del rischio relativo alla presenza di amianto e le conseguenti azioni da intraprendere.

Lo smaltimento dell’amianto deve essere affidato ad un’impresa specializzata in rifiuti speciali e dotata di tutte le certificazioni necessarie. Quest’ultima e il datore di lavoro provvederanno a stendere un piano di lavoro dettagliato con indicati procedure, attrezzature e personale impiegato nella bonifica. Si tratta di un documento molto importante, che dovrà essere depositato 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Molte imprese specializzate nello smaltimento di rifiuti pericolosi, come Castaldi srl ed Eternit Roma, sono in grado di fornire tutta la consulenza necessaria per il disbrigo di tutta la burocrazia relativa al trattamento e allo smaltimento di amianto, eternit ed altri materiali pericolosi per l’uomo e per l’ambiente.

Le nostre città, abitazioni e strutture industriali sono spesso ricche di amianto e eternit. Infatti sin dagli anni ottanta l’amianto e l’eternit sono stati utilizzati nel settore dell’edilizia perché erano materiali isolanti con buone caratteristiche di isolamento termico e acustico. Le fibre di asbesto contenute in questi materiali però sono estremamente pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, per questo è necessario procedere ad un intervento di smaltimento delle lastre in eternit e delle lastre in amianto.

Lastre in amianto nel corso del tempo

Col tempo infatti i materiali si logorano e si usurano, questa degenerazione dei materiali causa la dispersione nell’ambiente delle fibre di asbesto. Le fibre di asbesto sono polveri sottili, quando ci troviamo a respirare queste polveri siamo esposti a pericolose malattie dell’arrapato respiratorio che possono degenerare in tumori e carcinoma del polmone.

Per questo sono state emanate varie normative e decreti ministeriali per disciplinare lo smaltimento e la bonifica di lastre in eternit e lastre in amianto. Ricordiamo che il contatto umano con questi materiali integri non è pericoloso, il pericolo avviene quando queste particelle dannose si staccano dai materiali e vengono immesse nell’aria.

Lastre in eternit: come gestire lo smaltimento?

fibrocemento lastreLa questione dello smaltimento dell’amianto e eternit è delicata. Le operazioni di rimozione, smaltimento o eventuale copertura e bonifica devono essere effettuate esclusivamente da professionisti del settore e personale altamente qualificato.

La nostra azienda può essere considerata come punto di riferimento sul territorio di Roma per la gestione dello smaltimento delle lastre in etrnit e in amianto perché garantiamo l’esecuzione degli interventi nel pieno rispetto della normativa vigente in totale sicurezza e affidabilità.

Lo smaltimento delle lastre in amianto e eternit può essere fatto tramite bonifica ossia con intervento di verniciatura e incapsulamento, tramite vernici chimiche protettive che siano in grado di isolare il materiale e neutralizzarlo.

Oltre alla bonifica si può optare per una soluzione più definitiva che è quella della rimozione delle lastre in eternit e lastre in amianto e del successivo smaltimento in apposite discariche che lavorano e processano rifiuti pericolosi. (se non siete residenti a Roma o nel Lazio potete rivolgervi a nostri collaboratori come per esempio gli addetti allo smaltimento eternit veneto)

Analizzare prima le lastre in fibrocemento

Prima di procedere a definire quale intervento effettuare su una struttura edilizia o su lastre in eternit e lastre in amianto, occorre valutare caso per caso lo stato e la pericolosità della struttura. In questo modo è possibile quantificare e valutare il grado di pericolosità delle lastre per un’eventuale contaminazione dell’ambiente e danni alle persone.

Questo vuol dire che il personale che effettuerà i lavori dovrà munirsi di attrezzature specifiche e protezioni necessarie. Infatti se le lastre o le strutture edilizie sono deteriorate è facile che durante i lavori di rimozione e smaltimento delle lastre, le fibre pericolose si stacchino e contaminino l’aria, comportando un rischio per li personale che dovrà eseguire i lavori di smaltimento.

La nostra azienda seguirà la gestione dell’intervento di smaltimento dall’inizio alla fine in tutte le sue fasi. Le operazioni di smaltimento finale dei rifiuti sono estremamente delicate e vanno eseguite con cura e attenzione in conformità con i decreti ministeriali per non incorrere in pesanti sanzioni pecuniarie.

Per questo occorre fare affidamento solo a professionisti che conoscano la materia e che operino già da tempo nel settore. Una volta rimosso il materiale, di deve procedere al trasporto delle lastre in etrnit e delle lastre in amianto verso l’impianto specializzato.

I rifiuti vengono consegnati al centro di raccolta e devono essere formalmente accettati dalla discarica. Una volta che la discarica avrà effettuato lo smaltimento finale delle lastre in amianto e delle lastre in eternit rilascerà la documentazione e attestazione dell’avvenuto smaltimento. Tutta la fase di trasporto dei materiale è molto delicata, la nostra aziende effettuerà questo servizio solo con mezzi autorizzati e compatibili con il trasporto di rifiuti speciali e pericolosi.

Ci faremo carico inoltre di coordinare e seguire le pratiche amministrative e burocratiche e ottenere le certificazioni e attestazioni di smaltimento richieste dalle legge. Se devi smaltire strutture edilizie in amianto infatti dovrai effettuare una dichiarazione annuale di smaltimento. La nostra azienda e i nostri esperti sono a disposizione per assisterti nella redazione della pratica.

L’amianto è uno dei materiali più pericolosi utilizzato nell’edilizia negli anni passati. Esso che nel periodo del cosiddetto boom economico era nel suo massimo splendore, deve adesso essere adesso rimosso, trasportato in maniera sicura e infine distrutto presso strutture appositamente attrezzate.

Tetti in eternit: perché erano cosi diffusi?

amianto-tettoL’amianto o asbesto fu scoperto all’inizio del secolo scorso, la tecnologia legata ai processi produttivi fece si che potesse essere trasformato in lastre il cui uso era altamente flessibile e poco costoso, tale materiale era conosciuto come Eternit.

Il basso costo di produzione e il fatto che l’amianto potesse essere trasformato nelle più disparate forme, ha fatto si che la sua diffusione fosse capillare. Il materiale fino alla sua messa al bando era utilizzato per svariati usi soprattutto in edilizia, di solito infatti l’Eternit veniva impiegato come coperture dei tetti, come rivestimento interno di pareti e pavimenti, come cisterne di acqua potabile o di altri liquidi.

Particolare successo lo hanno avuto le tettoie in eternit, riconoscibili ancora oggi per famose onduline in lamiera che spesso ricoprono magazzini o edifici ad uso industriale.

L’Eternit in virtù della sua pericolosità fu messo al bando agli inizi degli anni 90 con un apposita legge statale, la norma non solo prevedeva il divieto di utilizzo nelle costruzioni future ma imponeva altresì l’obbligo della rimozione, con la contestuale bonifica dei siti interessati.

Quale è la pericolosità di un tetto in amianto? 

Studi negli anni hanno certificato la pericolosità del materiale. Esso infatti con il passare degli anni soprattutto a causa degli agenti atmosferici veniva assoggettato a una forma di sfaldamento, le crepature sulla superficie contribuivano a liberare nell’aria le fibre che se respirate erano responsabili di alcune malattie debilitanti a volte anche mortali, come ad esempio il carcinoma polmonare. Per la pericolosità acclarata l’amianto deve essere eliminato da tutte le strutture, siano esse residenziali o industriali.

Come avviene la rimozione dei tetti in amianto?

Una volta scoperto un tetto o tettoia in amianto deve essere immediatamente tenuto sotto controllo. Di fatto il materiale dovrebbe essere immediatamente coperto con dei teloni speciali, successivamente rimosso e trasportato presso discariche autorizzate in cui viene distrutto completamente. Tutti i processi fin dalla scoperta alla distruzione devono essere messe in pratica da personale specializzato, quest’ultimo deve utilizzare dispositivi di protezione individuali, anche il trasporto deve essere effettuato con veicoli speciali, essi stante la presenza di chiusure speciali non permettono la liberazione nell’aria di fibre di Eternit.

I processi di trasporto e bonifica devono essere attentamente monitorati, durante l loro effettuazione devono essere redatte alcune documentazioni specifiche, non ultimo il formulario di trasporto (conosciuto anche come FIR). La mancata ottemperanza delle norme che regolano lo smaltimento, o ancor peggio la scelta di effettuare lo smaltimento al di fuori dei canali autorizzati porta a delle pesanti conseguenze soprattutto sotto il punto di vista penale. 

Chi si occupa delle coperture in Eternit a Roma?

L’insita pericolosità dell’amianto nonché il divieto di operare la rimozione e lo smaltimento in autonomia, porta l’utenza sia essa pubblica o privata che scopre nei propri edifici Eternit, a dover per forza di cose individuare una ditta specializzata. Nella capitale d’Italia da molti anni in tale contesto è attiva la Castaldi srl.

L’impresa che può essere contattata tramite la pagina contatti, si occupa di tutte le fasi dello smaltimento, fasi che contemplano anche le eventuali autorizzazioni tendenti ad ottenere il permesso per la movimentazione del materiale. Il personale dell’impresa, che opera in tutta la regione, è formato professionalmente, esso interverrà avendo cura di evitare al minimo il contatto con l’Eternit, tutte le fasi verranno inoltre messe in opera con la massima cautela possibile.

L’impresa iscritta all’albo gestori ambientale, nelle categorie 10A e 5F, non ha problemi a effettuare un’analisi preventiva dei rischi, successivamente a questa verrà effettuato un piano d’intervento con la conseguente redazione di un esaustivo preventivo di spesa, da quest’ultimo di evincerà la grande convenienza economica proposta dall’impresa, anche rispetto ad altri competitor della zona.

Fino a qualche anno fa, l’eternit (o cemento amianto) è stato largamente utilizzato nel campo dell’edilizia grazie alle sue caratteristiche di isolamento e resistenza. Con il passare del tempo, però, ci si è resi conto della pericolosità di questo materiale: se ridotto in polveri ed inalato, può causare danni all’apparato respiratorio o altre patologie gravi. Tuttavia, è importante sottolineare che l’eternit diventa pericoloso solo in seguito all’usura dovuta agli agenti atmosferici. Dopo una serie di studi, sono saltate a galla diverse problematiche legate all’eternit che riguardavano il suo smaltimento, come denunciarne la presenza dopo averlo riconosciuto e gli alti costi di bonifica.

Generalmente, l’amianto è presente nei tetti che vengono costruiti con lastre di eternit, nelle lamine utilizzate per la copertura dei garage e nelle canne fumarie. Quest’ultime, sono presenti in buona parte dei condomini e nelle case private.

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Canna fumaria in eternit: cosa fare?

Qualora ci si accorgesse che nel proprio palazzo è presente una canna fumaria in eternit, sarebbe utile procedere alla rimozione e successivamente alla sostituzione della stessa. Solitamente, le canne fumarie presenti nel mercato non sono friabili e pertanto non rilasciano sostanze considerate pericolose per la salute dell’uomo, a maggior ragione se si trovano all’interno degli edifici e sono ben conservate. Il discorso è diverso, però, se si trovano all’esterno e quindi sono esposte agli agenti atmosferici che ne causano l’erosione.

In quest’ultimo caso, infatti, potrebbero rilasciare sostanze o fibre altamente pericolose per l’uomo quindi è consigliabile valutare bene la situazione ed eventualmente procedere ad un controllo tempestivo. Nel caso in cui si fosse certi della pericolosità, bisognerà ordinare o la rimozione o la messa in sicurezza della canna fumaria.

Tutte queste procedure devono preventivamente essere sottoposte agli organi di competenza, cioè le ASL e il Sindaco. Se poi si deve procedere allo smaltimento, è consigliabile rivolgersi ad una ditta specializzata che sia iscritta all’ Albo. Le ditte, attraverso una serie di procedure, valuteranno se la canna fumaria è da rimuovere o meno.

L’impresa Castaldi srl è specializzata nello smaltimento di eternit e materiali che possono risultare pericolosi per l’uomo e l’ambiente. Da decenni sul mercato, la Castarldi srl opera a Roma, Latina e Frosinone e vanta personale qualificato. Offre ai suoi clienti consulenze telefoniche e sul sito dell’azienda è possibile richiedere un preventivo per essere ricontattati.

Pericolosità dell’eternit: obbligo di rimozione, cosa prevede la legge

Sulla questione dei materiali potenzialmente pericolosi per la salute dell’uomo e per la salvaguardia dell’ambiente, nonché sulle problematiche legate allo smaltimento di suddetti materiali, si è ampiamente discusso. Con una sentenza che risale al settembre del 2017, si è stabilito che la rimozione di una canna fumaria in eternit deve essere a carico dei proprietari dell’immobile e quindi non può essere imputata al condominio. La ditta incaricata per la rimozione di una canna fumaria in eternit dovrà preventivamente fare un sopralluogo ed effettuare il campionamento dei materiali per determinarne la tipologia.

Nell’art. 256 del decreto legislativo 81/2008 è specificato che il datore di lavoro, in questo caso la ditta, oltre a sottostare ad obblighi specifici in materia di protezione dei suoi lavoratori, deve presentare un piano di lavoro, chiamato anche piano di bonifica, 30 giorni prima dell’inizio del lavori. Oltre a questo, verrà redatto anche un piano operativo di sicurezza (P.O.S.), da presentare sempre all’organo di vigilanza competente. Quando i lavori saranno conclusi, si procede alla verifica dell’assenza di ulteriore rischio di esposizione all’amianto/eternit tramite il “monitoraggio ambientale in MOCF”.

Rimozione e rischi della canna fumaria in cemento

I danni dell’amianto a scapito della salute dell’uomo sono molteplici. Si rischia l’Asbestosi, cioè una malattia che colpisce i polmoni, la cui struttura viene modificata a causa della nascita di un tessuto fibroso che impedisce il trasferimento dell’ossigeno dell’aria al sangue. Tra i disturbi più comuni vi sono le difficoltà respiratorie. Un ulteriore effetto dannoso dell’amianto può essere il cancro al polmone. Nello specifico, possono essere colpiti il Pericardio, la Pleura e il Peritoneo. Alcuni studi hanno dimostrato che l’esposizione all’amianto può provocare danni anche alla laringe e alle vie gastro-intestinali.

Nel passato molti erano gli usi dell’eternit, un materiale conosciuto anche con il nome di fibrocemento, che per la sua economicità nonché per la sua grande flessibilità veniva impiegato spesso e volentieri nelle fabbricazioni edili nel passato.

Serbatoi eternit acqua: storia e origini

serbatoio eternit

serbatoio in eternit

Il fibrocemento è un materiale sperimentato per la prima volta all’inizio del 900, il suo inventore l’austriaco Ludwig Hatschek capì immediatamente le potenzialità del componente e lo brevettò. Con il passar del tempo l’eternit raggiunse una grande popolarità, figlia anche dell’economicità di produzione. Esso nel periodo del boom economico italiano fu utilizzato per svariati scopi, quello principale di copertura fu infatti solamente uno degli impieghi.

Il fibrocemento era un materiale che veniva usato sia in funzioni fonoassorbenti che di riempimento degli interstizi tra appartamenti, in alcuni casi era utilizzato anche come la base dei pavimenti tra un piano ed un altro dei condomini. Con il passare degli anni la sperimentazione sugli utilizzi lo portò ad essere utilizzato finanche come contenitore di acqua potabile, e sono molti ancora nel presente i contenitori che sono presenti sulle terrazze dei condomini o delle abitazioni rurali di tutto il bel paese. I cosiddetti serbatoi eternit acqua ebbero largo successo.

Perché un serbatoio in eternit in casa è pericoloso?

La pericolosità del cassone in eternit è insita del fibrocemento è quella legata alla volatilizzazione delle sue fibre. Di fatto il materiale diventando vetusto si crepa nella sua superficie esterna, questo porta alla perdita delle fibre interne che una volta inalate sono causa di molte problematiche cardiorespiratorie, in alcuni casi è acclarata l’associazione tra fibrocemento e malattie tumorali, non ultimo il mortale e pericolosissimo carcinoma polmonare. La sicurezza di una relazione tra malattie e eternit portò alla scomparsa del materiale, che tra l’altro fu vietato in maniera tassativa.

Come si smaltiscono i serbatoi eternit casa?

Una legge nazionale datata 1992 ha di fatto messo fuori legge l’eternit. Il materiale da quella data non può non solo essere utilizzato per nuove costruzione, ma deve essere smaltito seguendo delle procedure particolari. Il divieto di utilizzo del materiale cementizio interessa tutti gli ambiti nella quale nel passato era stato utilizzato. La norma prevede anche la bonifica dei siti interessati della presenza dell’eternit, bonifica che deve essere effettuata solamente da personale altamente specializzato. Da sottolineare che l’eternit non può essere smaltito nei normali canali che si utilizzano per i rifiuti solidi urbani.

Di prassi quando avviene il rinvenimento di eternit (sia esso in lastre o in altre forme) le procedure da seguire prevedono prima l’immediata copertura del sito tramite un procedimento chiamato incapsulamento, poi la rimozione, il trasporto e infine la distruzione. In tutte le fasi il personale deve utilizzare delle protezioni individuali specifiche. Una volta portato in discarica all’impresa di trasporto verrà rilasciato il previsto formulario (conosciuto con la sigla FIR) debitamente compilato, il suo possesso non solo libera la committenza da problematiche penali relative allo smaltimento del materiale, ma sarà la base per accedere agli sgravi fiscali previsti dalla vigente normativa fiscale, sgravi che possono arriare fino al 50% della spesa sopportata.

Chi si occupa dello smaltimento dei cassoni e serbatoi in eternit?

Stante la pericolosità del materiale l’eternit può essere trattato solamente da personale adeguatemene formato. Nelle provincie di Roma, Latina e Frosinone un’impresa si pone come riferimento di tale tipo di attività, essa è la Castaldi srl. L’impresa raggiungibile sulla grande rete all’indirizzo eternit.roma.it interviene con il personale proprio, e dopo un opportuno sopralluogo riesce ad operare lo smaltimento di tutti i manufatti in eternit. Tutti i procedimenti saranno svolti salvaguardando prioritariamente non solo la sicurezza dei lavoratori impiegati ma anche dell’ambiente circostante. L’impresa che dispone di tutte le autorizzazioni previste dalla pregnante legge ambientale è iscritta all’albo gestori rifiuti ambientali, e garantisce l’intervento si a per committenze private che pubbliche.

Spesso, soprattutto all’interno dei lavori edili di ristrutturazione, quando si viene al corrente della presenza di amianto, la prima preoccupazione della committenza è quella di sopportare un grosso esborso di denaro, relativamente allo smaltimento del pericoloso materiale, un materiale che per essere eliminato abbisogna di procedure particolari.

Che cos’è l’eternit e quali sono gli incentivi smaltimento eternit?

sostituisci-amianto-con-fotovoltaico-incentiviL’eternit conosciuto finanche con il nome di fibrocemento è un materiale edile a base cementizia, usato frequentemente nel passato. Il materiale attorno agli anni 70 (gli anni del boom dell’edilizia residenziale), per la sua economicità nonché per la flessibilità che garantiva era la base di molte costruzioni. Esso però successivamente si è rivelato con il passare degli anni uno dei materiali più pericolosi dell’intero ambito edile.

Il fibrocemento infatti con il passare degli anni era soggetto a crepatura, quando questo avveniva lo sfaldamento delle fibre interne portava a pericoli abbastanza “importanti” per l’organismo. Le fibre inalate sono state le responsabili di molte malattie cardiorespiratorie, nonché dell’insorgere di varie patologie tumorali, non ultimo il mortale carcinoma polmonare. Una legge datata 1992 ha vietato l’utilizzo dell’eternit, imponendo la bonifica degli edifici che lo contengono.

Nel presente però sono molte le tonnellate di fibrocemento che tuttavia ancora sono contenuti in edifici residenziali e industriali, il materiale infatti oltre che con funzioni di copertura è stato usato anche come isolante delle intercapedini o come materiale fonoassorbente, in tali casi il suo ritrovamento può essere possibile solamente con una ristrutturazione basilare dell’edificio. Esistono diversi incentivi per la rimozione dell’amianto, vediamone alcuni.

Rimozione amianto incentivi previsti

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Il fibrocemento per la ua insita pericolosità non può essere smaltito all’interno dei normali canali di smaltimento dei materiali edili. La legislazione vigente assimila il fibrocemento come un materiale pericoloso, e per questo fin dalla sua scoperta esso deve essere trattato con infinite precauzioni. Di solito sono poche sul territorio nazionale le imprese che posseggono le necessarie autorizzazioni per procedere alla rimozione, al trasporto e alla distruzione dell’eternit. Da sottolineare che ogni fase della bonifica prevede l’intervento di personale altamente specializzato, quest’ultimo deve intervenire utilizzando materiale di protezione individuale specifico, e soprattutto deve mettere in pratica tutte le misure necessarie perché le polveri che si creano dopo il disfacimento dell’eternit non si volatilizzino nell’ambiente.

Bonus amianto: a quanto arriva?

A causa delle precauzioni da dover prendere abbastanza alto è il costo di smaltimento del fibrocemento. Esso va dai 20 /25 euro al metro quadro per piccole quantità fino 10/15 euro per grossi smaltimenti, in tale costo è previsto la bonifica del sito dove l’eternit è contenuto, il trasporto del materiale nelle discariche autorizzate e la sua successiva distruzione. Ultimamente a causa anche del grosso impatto nella salute pubblica il governo centrale ha inserito nelle ultime leggi finanziarie un bonus amianto da riconoscere a chi procede allo smaltimento dell’eternit. Tale agevolazione copre il 50% delle spese sopportate.

Come ottenere le detrazioni amianto?

Come avviene per le ristrutturazioni edilizie la base per ottenere il bonus legato allo smaltimento dell’eternit è la presentazione della documentazione fiscale attestante il corretto smaltimento. La fattura verrà rilasciata dall’impresa che si occupa della bonifica, e vedrà allegato copia del formulario rifiuti (conosciuto come FIR) attestante il concentramento del materiale presso una discarica autorizzata. In tale contesto nelle provincie di Roma, Latina e Frosinone opera la Castaldi srl. L’impresa attiva sul mercati da parecchi anni si rivolge sia a committenze private che a quelle pubbliche, essa regolarmente iscritta all’albo dei gestori ambientali non ha problemi a rilasciare la necessaria documentazione fiscale, indispensabile per accedere allo sgravio fiscale legato allo smaltimento dell’eternit.

Per la rimozione dell’amianto in Campania contatta i nostri partner esperti in smaltimento amianto napoli.

Castaldi srl: ci occupiamo dello smaltimento di materiali pericolosi, come l’amianto e l’eternit, da decenni a Roma, Latina e Frosinone.

Siamo un’impresa volta alla sensibilizzazione del rispetto dell’ambiente, attraverso il recupero e lo smaltimento di materiali che, come l’amianto, possono risultare dannosi per la salute. La nostra azienda si avvale di personale qualificato per rimuovere materiale-amianto nella più totale sicurezza.

I nostri interventi comprendono:

  • Analisi del materiale per accertarne il contenuto in fibre di amianto
  • Rimozione materiale-amianto con procedura di incapsulamento
  • Riconvertimento coperture in amianto
  • Istallazione fotovoltaico
  • Smaltimento in discarica autorizzata
  • Certificazione dell’avvenuto smaltimento secondo la normativa vigente

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Per bonificare una zona in cui è stato utilizzato l’eternit è necessario eseguire una serie di procedure fondamentali, in quanto comunque la bonifica di strutture contaminate, per la presenza di eternit deve avvenire seguendo dei passaggi particolari, facendo attenzione anche al periodi di scadenza.

Per bonificare l’eternit si possono percorrere differenti strade, come la rimozione e lo smaltimento, che devono avvenire direttamente in discarica, l’incapsulamento che può avvenire direttamente nella zona e poi il confinamento. Tutte le procedure sono garantite dalla legge ed infatti, quando si parla di bonifica si deve fare sempre riferimento alla normativa in materia.

Cosa si deve considerare prima di rimuovere l’eternit?

Uno dei primi elementi da prendere in considerazione quando si parla della bonifica eternit, è anche il fatto che si dovrebbe indagare sullo stato di conservazione del manufatto che è cruciale per capire in che modo, si dovrà effettuare la bonifica. L’eternit, quando si deve mettere in sicurezza, deve essere analizzato bene. Infatti, si deve capire se inizialmente è il caso di incapsularlo e questo può avvenire quando l’amianto è comunque in uno stato di conservazione abbastanza corretto.

Inoltre, si può optare per il confinamento, come per la bonifica, e prevede una doppia messa in sicurezza. In questo caso infatti, prima di procedere è necessario incapsularlo e poi sarà isolato in maniera netta, in modo da impedire qualunque altra forma di contaminazione. Questo tipo di trattamento è molto più costoso, però viene spesso utilizzato soprattutto, quando il materiale non è ben tenuto.

Tra le altre tecniche, c’è la rimozione e lo smaltimento che avviene in discarica. Questa soluzione tende a incapsulare, rimuovere il materiale trasportato in discarica dove ci sarà effettiva demolizione e la bonifica in piena sicurezza. Le lastre per il trasferimento o gli imballaggi di questo pericoloso materiale, devono essere fatti in maniera adeguata e così come prevede la legge, trasportando il tutto in degli imballaggi non deteriorabili.

Anche il trasporto in generale, deve essere previsto con dei fili di plastica sigillanti: tutto deve essere etichettato e trasportato in una discarica per lo smaltimento fino a quando non ci sarà effettivamente la demolizione del materiale e di conseguenza, sarà definitivamente cancellata la sua presenza e ogni rischio per la salute. Bisognerà sempre verificare se sul posto, ci sono strascichi dello stesso materiale e poi bisognerà anche capire nella fase finale, se c’è stata una contaminazione del fondo, prima di tornare a viverci normalmente.

Sapete che cos’è l’eternit? L’eternit è un marchio registrato per il fibrocemento. Il nome infatti è quello di un’azienda che lavorava questo genere di materiale, utilizzato spesso in edilizia, fino alla fine degli anni 80, come copertura.

Spesso l’eternit veniva anche utilizzato per la coibentazione dei tubi idrici oppure per le cisterne connesse a vari usi.

Per spiegare che cos’è l’eternit, bisogna sempre immaginare come nel corso di quegli anni venivano sfruttate le giacenze minerarie per utilizzare nuovi materiali per l’edilizia e in questi termini, l’eternit aveva un ruolo principale nella sua accezione commerciale, quando veniva utilizzato e chiamato amianto.

Che uso ne è stato fatto?

capannone con copertura di tegole in eternit

capannone con copertura di tegole in eternit

Nel corso del 1900 è stato sempre utilizzato con grande successo per evitare problemi a qualunque tipo di struttura, però c’è da dire che è soltanto a partire dagli anni Sessanta, che sono iniziati a nascere studi su questo materiale.

Ben presto la scienza, ha svelato ed ha capito come questo materiale sia davvero in grado di danneggiare gravemente l’organismo e soprattutto, le vie respiratorie.

Infatti è stato scientificamente provato che l’esposizione all’amianto e all’eternit per periodi prolungati – e quindi magari restando in una appartamento realizzato proprio con questi materiali – potrebbe causare la comparsa di tumore ai polmoni e non solo.

Per evitare qualunque infiammazione anche ad esempio alla pleura, oppure difficoltà respiratorie, è bene tenersi sempre alla larga dell’amianto e dell’eternit.

Cosa fare se ci si accorge della presenza di eternit?

Quindi se si ha soltanto il sentore che magari potrebbe esserci questo materiale nella costruzione in cui sorge l’abitazione della vostra casa, sarà bene cercare di tenersi a distanza.

Secondo la normativa vigente, l’eternit è rischioso per la salute umana e chiunque lo utilizza, commette un grave reato di tipo ambientale oltre a mettere a serio rischio la salute di tutte le persone del circondario.

Proprio per dare una risposta in questi termini, la Cassazione è stata molto dura e ha deciso di adottare il pugno di ferro nei confronti dei costruttori che intenderanno ulteriormente mantenere la presenza di eternit nei fabbricati.

È obbligatorio quindi, per legge, bonificare qualunque tipo di struttura realizzata con materiale eternit e in caso di violazioni, le pene sono molto severe.

I costi per la bonifica dell’Eternit sono abbastanza alti e quindi, la cosa ideale è cercare di farsi fare un preventivo per capire bene in che modo si potrà procedere per rimettere in sicurezza uno stabile.

Bonificare un’area dalla presenza di eternit, è un’azione necessaria sia che siate un’azienda che un privato.

Bonificare una zona contaminata da materiale, molto dannoso per la salute umana, è un’attività da delegare solo a ditte competenti, regolarmente iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali e dotate di Durc valido.

Alcuni punti di vantaggio che offriamo ai nostri clienti rispetto alla concorrenza sono:

  • efficienza dall’inizio fino alla fine dei lavori
  • garanzia sulla legalità e operatività della società
  • tutela del cliente anche dopo 5 anni dai lavori.

Se vi state documentando su quelle che sono le tecniche da utilizzare per ripulire un terreno della presenza di amianto, allora dovreste procedere per gradi e mettere in campo tutta una serie di passaggi fondamentali, nonché obbligatori per la legge.

Come si bonifica un terreno dalla presenza di eternit?

bonifica eternit

Quando si deve bonificare un’area dalla presenza di eternit, sarà necessario prima di tutto capire in che stato si trova in materiale e poi successivamente si potrà procedere facendo in modo che il materiale sia isolato.

È una procedura molto importante da mettere in campo e che deve essere realizzata in maniera giusta e poi vede costi diversi a seconda di quelle che è la grandezza del terreno di riferimento, nonché la zona in cui avete deciso di provvedere alla bonifica.

Per il calcolo dei costi di una bonifica di amianto ed eternit leggete la pagine relativa ai prezzi.

Per bonificare il terreno infatti, bisognerà fare prima uno studio e poi successivamente sarà fondamentale che siano eseguite tutte le procedure obbligatorie per legge così da non causare altri danni in chiunque verrà in contatto con questa sostanza.

Inoltre, a fine dell’operazione, la ditta dovrà essere anche in grado di rilasciare un certificato che attesti l’avvenuta bonifica, così da non farvi cadere ulteriormente nei pasticci ed in più, in modo tale da potervi garantire di essere impeccabili da un punto di vista normativo.

costi-smaltimento-eternitÈ evidente che per liberarsi in maniera definitiva dell’eternit, bisognerà affrontare i costi dello smaltimento. Molti si chiedono quanto costa smaltire l’eternit a Roma e di fatto, questa procedura, potrebbe richiedere dei costi alquanto alti.

Infatti, c’è da dire che per smaltire questo materiale è necessario effettuare una serie di passaggi e soprattutto servizi, da parte di aziende che hanno la certificazione necessaria per legge (sono iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali e sono in possesso di Durc valido) che gli permetta di muoversi in questo delicato ambito, avendo l’opportunità garantita dagli organi competenti, di lavorare questo materiale.

Vi ricordiamo che una grande differenziazione va fatta tra la natura del materiale: se FRIABILE o COMPATTO. La nostra azienda è iscritta all’albo dei gestori ambientale per la categoria di smaltimento 10A, settore che si riferisce solo all’eternit in matrice compatta. Per effettuare lo smaltimento dei materiali contenenti amianto friabile occorre essere iscritti alla categoria 10B.

Di seguito una tabella riassuntiva.

Categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto Categoria 10A: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali: materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi.
Categoria 10B: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali: materiali d’attrito, materiali isolanti (pannelli, coppelle, carte e cartoni, tessili, materiali spruzzati, stucchi, smalti, bitumi, colle, guarnizioni, altri materiali isolanti), contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso, altri materiali incoerenti contenenti amianto.

 

Inoltre siamo iscritti alla categoria 5F possiamo quindi effettuare direttamente, senza tramiti, le azioni di raccolta e trasporto in discarica. Su richiesta possiamo occuparci anche della trasmissione delle comunicazioni al Comune di appartenenza.

Quanto costa smaltire l’eternit al metro quadro?

Smaltire l’eternit non ha costi fissi, il calcolo avviene in base non solo alla superficie in analisi ma anche alle difficoltà operative.

I costi di smaltimento dell’eternit sono molto variabili e prima di procedere sarà necessario richiederci un preventivo gratuito personalizzato che chiarirà ogni dubbio circa eventuali spese da sostenere, anche di tipo extra.

Il preventivo gratuito include l’analisi di fotografie descrittive o un sopralluogo.

Per quanto riguarda il calcolo al metro quadro, a volte siamo in grado di scendere ad un prezzo minimo di 6 €/mq. Il prezzo include la raccolta di lastre intere di una superficie importante che assorbe tutti costi (di avvio praticalavorazione e soprattutto quelli della sicurezza che può incide all’incirca del 30% dell’intero importo)

Altre volte invece il prezzo può salire fino a 23 €/mq quando la copertura è stata montata in modo non del tutto consono o errato e soprattutto manomessa ( come ad esempio: sopra le lastre è presente una gettata di cemento con una rete elettrosaldata e poi sopra a tutto la guaina. ).

Tuttavia fino a 150 mq non si può parlare del prezzo al metro quadro bensì del prezzo a corpo che racchiude tutti i costi (avvio pratica, lavorazione e trasporto).

Per superfici maggiori ai 150 mq in base alle difficoltà e alle condizioni di allestimento del cantiere, il costo parte dai 10 €/mq in su.

Quando abbiamo in analisi i serbatoi, canne fumarie, il discorso è completamente differente perchè il loro volume ( volume= spessore e ingombro ) incide su tutti i fronti, il prezzo infatti è a corpo per ogni serbatoio da cui poi si possono scindere i vari possibili costi ( avvio pratica, oneri sulla sicurezza per l’estrazione/movimentazione del serbatoio).

Richiedeteci un preventivo gratuito e senza impegno per sapere il prezzo preciso dello smaltimento dell’eternit a Roma e provincia. I nostri preventivi sono precisi e accurati.

Stai cercando un impresa di eternit a Tuscolana?

Nel Quartiere di Spregamore Castaldi SRL svolge da anni servizi di Smaltimento rifiuti, Giardinaggio

Interveniamo su tutta la provincia di Roma e la zona di Tuscolana.

Contatto diretto tramite il numero 3938721257 SOS h24.

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  • a Tuscolana consulenza e preventivo gratuiti per eternit.
  • a Tuscolana in mezzora.

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Non si è ancora concluso il processo Eternit nei confronti di Stephan Schmidheiny, 67 anni responsabile delle fabbriche Eternit, per omicidio volontario continuato. Secondo la Corte di Cassazione la condanna contro il magnate svizzero sarebbe stata annullata perché non sussistente il reato di “disastro ambientale”.

processo-eternitSecondo l’articolo 434 del codice penale il reato di disastro ha più di una lettura.

Esiste un disastro per cui si pagano le conseguenze sui danni arrecati nel preciso momento dell’impatto e disastri per cui si continuano a pagare le conseguenze anche sugli effetti ai posteri.

Anche se, chiunque avvi un’attività in cui è previsto il ricorso a materiali tossici, come l’amianto, è pienamente consapevole che i danni alle vittime avranno ripercussioni a lungo termine, la Corte di Cassazione ha deciso che nel caso del signor Schmidheiny il reato debba essere prescritto.

Si scorporano cosi i due fattori: pericolo ed effetti, considerando il primo concluso ed il secondo non più perseguibile.

Non sembra d’accordo il legale dei parenti delle vittime, l’avvocato Sergio Bonetto, che interpretando la voce dei migliaia di operai che tuttora scoprono di essere malati spiega che la condanna per omicidio volontario è ancora oggi valida come ieri. L’eternit in quanto sostanza cancerogena produce effetti nocivi soprattutto a distanza di anni.

I magistrati della procura di Torino hanno perciò chiesto un rinvio a giudizio. L’accusa? Omicidio volontario aggravato per 258 persone morte per l’esposizione all’Eternit tra il 1989 e il 2014.

Il brevetto registrato da l’austriaco Ludwig Hatschek nel lontano 1901 che credeva di aver scoperto la fibra più resistente del mondo, chiamata da lui stesso aeternitas (eternità), ha cambiato le sorti del mondo.

A più di 100 anni dalla sua fabbricazione, l’Eternit continua ancora a far piangere chi sfortunatamente ne è venuto a contatto, e a noi che ne sentiamo parlare solo dalla tv e dai giornali fa venire un brivido lungo la schiena e un sospiro di sollievo se, forse, non abbiamo mai avuto a che fare con questo materiale mortifero.

Contattate Eternit Roma se vivete nel Lazio e avete ritrovato un vecchio manufatto in Eternit o amianto nella vostra proprietà.

eternit

Lo smaltimento dell’Eternit a Roma è una delle principali attività della nostra realtà Eternit Roma.

Dopo aver valutato lo stato di conservazione delle vostre strutture in Eternit e aver deciso di avviare uno smaltimento potremmo indicarvi i vari metodi di bonifica.

Se per i manufatti di piccole dimensioni, come cassoni per l’acqua e fioriere, conviene sempre lo smaltimento in toto ed il trasporto in discarica, nel caso di strutture importanti, come coperture antiche o tubature, è sempre meglio valutare più strade.

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L’impiego più massiccio dell’Eternit a Roma e in tutto il centro Italia riguarda sicuramente il settore dell’edilizia

L’Eternit è il marchio di un materiale in fibrocemento usato dall’omonima ditta austriaca sin dall’anno del suo brevetto, il 1912.

Il primo ricorso all’amianto a livello industriale è da far risalire alla fine del XIX secolo, da quegli anni l’estrazione e l’impiego crebbero sensibilmente. Questa tendenza è stata rallentata solo negli anni ’70 dopo i primi scandali inerenti agli effetti nocivi sulla salute.

cassone in eternit

Cassone in Eternit

In Italia i tipi di amianto più sfruttati sono stati il crisolito, l’amosite e la crocidolite.

Un 25% della produzione è da attribuirsi alle frizioni cioè amianto in matrice friabile, che noi non trattiamo (l’amianto veniva impastato con resine sintetiche per ottenere i ferodi usati per frizioni e freni). Il restante 75% si riferisce all’uso di cemento-amianto in matrice compatta, l’Eternit appunto.

Le buone caratteristiche di questo materiale, come la resistenza al fuoco e al calore, la stabilità agli agenti biologici  e chimici e la persistenza all’usura e all’abrasione furono tra le varie motivazioni che spinsero privati e autorità pubbliche a scegliere l’amianto come fibra da usare nelle costruzioni civili ed industriali.

Per esempio nei primi anni del 1900 la metropolitana di Parigi fu ristrutturata con l’uso massiccio di amianto, addirittura per i freni delle carrozze. La stessa sorte toccò alla metropolitana di Londra e al transatlantico americano Queen Mary.

L’amianto non trovò largo seguito solo nella produzione di pezzi industriali (guarnizioni, corde, nastri, guaine, frizioni e filtri) ma fu usato anche per produrre accessori e prodotti di uso quotidiano. Le fibre di amianto furono sfruttate per ottenere tessuti ignifughi, e addirittura per creare bende e garze da usare in ospedale.

Dopo la prima guerra mondiale l’uso dell’Eternit superò i confini delle sue proprietà e fu usato in modo improprio, anche dove non ce ne era bisogno. Si usò l’amianto per fabbricare giocattoli, per produrre i filtri del vino o del borotalco, di amianto erano anche le fioriere e le sedie da spiaggia (famosa la sedia in Eternit di Willy Guhl).

L’Eternit finì per essere usato nella produzione di ogni oggetto d’uso quotidiano dai phon ai forni, dai teli da stiro agli elettrodomestici. Anche se dal 1994 questo materiale fu bandito dal commercio, il patrimonio italiano, specialmente nelle zone dell’edilizia popolare del centro Italia, ne conserva ancora una notevole porzione.

Uso di Eternit negli edifici a Roma

Sicuramente il maggior uso di Eternit nelle costruzioni a Roma è avvenuto intorno agli anni 1965-1983. Numerosi furono i materiali e i manufatti contenenti Eternit installati in edifici in muratura e prefabbricati. Sia negli edifici civili che negli edifici industriali fu molto usato l’Eternit per la costruzione di tetti, pareti e soffitti, cassoni, canne fumarie e impianti elettrici etc.

Una grande differenziazione va fatta tra la natura del materiale: se FRIABILE O COMPATTO. La nostra azienda è iscritta all’albo dei gestori ambientale per la categoria di smaltimento 10A, settore che si riferisce solo all’eternit in matrice compatta. Per effettuare lo smaltimento dei materiali contenenti amianto friabile occorre essere iscritti alla categoria 10B. Di seguito una tabella riassuntiva.

Categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto Categoria 10A: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali: materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi.
Categoria 10B: attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali: materiali d’attrito, materiali isolanti (pannelli, coppelle, carte e cartoni, tessili, materiali spruzzati, stucchi, smalti, bitumi, colle, guarnizioni, altri materiali isolanti), contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso, altri materiali incoerenti contenenti amianto.

 

Manufatti in matrice friabile:

 

Controsoffitti e Coibentazioni in Eternit

Controsoffitti e coibentazioni nei sottotetti sono state installati negli edifici a scopo protettivo/isolante o antincendio. Sono stati usati pannelli in fibrocemento piano, lane o feltri di amianto.

In alcuni edifici sono stati usati intonaci contenenti amianto applicati a spruzzo o a cazzuola a scopo termoisolante o antincendio.

Pareti e Pannelli divisori in Eternit a Roma

Anche nella produzione di pareti divisorie o di pannelli sono state usate le proprietà dell’Eternit. Strutture metalliche rivestite per ottenere pareti fonoassorbenti o termoisolanti.

Tamponature e pennellature in miscele di amianto con altri leganti organici o inorganici, come il silicato di alluminio o il carbonato di calcio.

Pavimentazioni in Eternit a Roma

Pavimenti in vinilamianto sono andati in voga negli anni ’70 e sono stati installati in strutture pubbliche come ospedali e scuole ma anche in uffici e fabbriche.

Da non confondere con il linoleum, un prodotto realizzato dopo il 1973 ecologico e biodegradabile al 97%, le lastre in amianto sono molto grandi e spesso verdi o blu e contengono una percentuale variabile di amianto crisolito (dal 3% al 30%).

Manufatti in matrice compatta:

 

Coperture in Eternit a Roma

Le coperture in Eternit sono molto famose, chi non riconoscerebbe un tetto in Eternit? In Italia sono state largamente usate le coperture in fibro cemento, rappresentate da tegole ondulate, lastre o pianelle. Pensate che il 90% dell’amianto usato in Italia è stato usato per le coperture degli edifici civili ed industriali.

Tetti, sottotetti e solai possono rappresentare un pericolo costante specialmente se degradati. Il rilascio di fibre volatili d’amianto nell’ambiente o addirittura di fibre pesanti (fibrille o placchette) può essere notevole.

Cassoni e Serbatoi per l’acqua in Eternit

L’Eternit è stato usato per immagazzinare gli scarichi fognari ma anche per conservare le acque bianche e piovane. Anche se non ci sono stati casi di contaminazione per ingestione di acqua potabile ancora oggi esistono cassoni e serbatoi per l’acqua in cemento-eternit.

Anche le tubazioni per l’acqua in Eternit sono state largamente usate nell’edilizia.

Canne Fumarie e Tubazioni in Eternit

I camini e le canne fumarie furono realizzate in Eternit per la forte tenuta alle alte temperature, come anche le caldaie e i serbatoi.

Tubazioni di scarico per liquidi e solidi, fumi di combustione e condotte di aerazione anch’esse rivestite di fibro-cemento.

Per valutare i rischi derivanti da resti di Eternit nella città di Roma e provincia richiedeteci gratuitamente un’analisi preliminare dei rischi.