Le onduline in fibrocemento per tetti o lastre in Eternit sono state molto utilizzate nell’edilizia pubblica e privata per le loro proprietà, resistenti agli urti e agli agenti atmosferici, impermeabili, compatte e isolanti.

Negli anni ’90 è stata accertata la pericolosità dell’amianto contenuto nelle onduline in Eternit o in fibrocemento e il materiale è stato messo fuori commercio ponendo il problema dello smaltimento.

Se devi procedere a un intervento di smaltimento onduline in fibrocemento per tetti in modo ecologico, contatta subito la nostra azienda per prenotare il servizio su Roma di sigillamento, prelievo, trasporto e smaltimento in discarica.

Onduline per coperture in fibrocemento, come smaltirle?

Smaltimento Onduline in Fibrocemento per TettiLe tegole ondulate sono state utilizzate come copertura per tetti o terrazzi di molti edifici, scuole, palestre, strutture industriali ma anche condomini e palazzi. Se n’è fatto un largo uso proprio per le loro caratteristiche di resistenza agli urti meccanici e al calore. Se hai una copertura realizzata con onduline in fibrocemento o Eternit, dovrai procedere allo smaltimento o alla bonifica del tetto.

La nostra azienda si occuperà di tutte le fasi di smaltimento onduline su Roma, a cominciare dalla rimozione e prelievo delle lastre ondulate, la messa in sicurezza e il successivo trasporto in un centro di raccolta per la gestione di rifiuti pericolosi, con il rilascio dei documenti attestanti l’avvenuto smaltimento a norma.

Se invece desideri bonificare la struttura lasciando il materiale in sito, hai diverse soluzioni possibili: l’incapsulamento o il confinamento delle tegole. Le onduline del tetto vengono confinate e isolate con lastre speciali oppure incapsulate con pellicole in modo che non siano più nocive per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Il nostro personale qualificato eseguirà i trattamenti in totale sicurezza, lavorando sulle onduline in fibrocemento in modo da non rilasciare particelle o polveri inquinanti nell’aria. I nostri tecnici si attengono a quanto previsto dalla normativa vigente per i casi di smaltimento onduline o di bonifica dell’area.

Quanto costa il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento onduline?

Per smaltire i manufatti ondulati in fibrocemento per tetti, riportiamo di seguito i costi orientativi di un trattamento. Il prezzo va a diminuire a seconda delle dimensioni della struttura. Per superfici fino a 100 mq, occorre calcolare dai 13 ai 20 € circa a mq, per superficie di dimensioni maggiori, oltre i 100 mq, i costi scendono fino a 10 € circa al mq, per le coperture di oltre 1000 mq, il preventivo indicativo può andare dai 6 agli 8 € a mq.

Oltre ai costi di smaltimento amianto vanno aggiunti gli oneri di legge che ammontano a 300 €, i costi di un eventuale rifacimento del tetto e ulteriori costi per la messa in sicurezza dei manufatti secondo le caratteristiche del luogo.

La lavorazione dei prodotti contenenti amianto viene svolta dai nostri tecnici seguendo le disposizioni vigenti. Ogni operazione deve essere condotta in sicurezza per l’ambiente e il personale che esegue il lavoro evitando ogni contatto diretto con i materiali inquinanti. Il servizio prevede quindi anche il costo della sicurezza e salute degli operai con l’eventuale costruzione di ponteggi o strutture per accedere al tetto.

Come prenotare un ritiro per eliminare le onduline in fibrocemento per tetti?

Smaltimento Onduline in Fibrocemento per TettiSe desideri smaltire le onduline in Eternit puoi contattarci per telefono o via e-mail richiedendo un preventivo dei lavori gratuito e senza impegno. Contattandoci riceverai subito una consulenza sul modo migliore di smaltire i manufatti con analisi dei materiali. Il nostro personale sarà da te per un sopralluogo personalizzato e formulerà il preventivo più adatto alle tue esigenze.

I nostri servizi di smaltimento onduline in fibrocemento per tetti su Roma comprendono anche il rilascio di tutta la documentazione e gli attestati di legge per lo smaltimento. Una volta ricevuta la richiesta sarai ricontattato entro 2 ore per un preventivo immediato.

Ti ricordiamo che gli interventi di smaltimento o bonifica amianto possono beneficiare di detrazioni fiscali nell’ambito della legge sulle ristrutturazioni edilizie, facendoti risparmiare ad esempio sul costo del rifacimento del tetto.

Secondo la legge, se in un condominio si trovano dei manufatti in amianto, l’amministratore è obbligato al controllo degli stessi e a farlo presente alla ASL competente.
Ma cos’è l’amianto e perché è così pericoloso da richiedere l’intervento immediato di una ditta specializzata nel suo smaltimento?
In quest’articolo vi spiegheremo tutto ciò che c’è da sapere su questo materiale e sugli obblighi che l’amministratore ha nei confronti del condominio nel caso in cui siano presenti dei manufatti in amianto.

Amianto in Condominio, quali sono i rischi?

Amianto in Condominio: obblighi e responsabilità dell'amministratore di condominioL’amianto è un minerale di natura fibrosa, facente parte del gruppo dei silicati. Questo materiale, per via delle sue caratteristiche intrinseche d’isolamento termico, elettrico e acustico, resistenza al fuoco, basso prezzo, in Italia è stato ampiamente diffuso a partire dalla seconda metà degli anni 90, sia in campo edile che industriale.

In particolar modo, l’amianto è stato impiegato nella realizzazione d’impianti tecnologici (rete fognaria, tubazioni, caloriferi, caldaie) e di mezzi di trasporto (automobili, treni).

Per gli stessi motivi è stato largamente utilizzato nella costruzione degli edifici condominiali e, soprattutto, per la realizzazione di ascensori, tettoie, tubature fognarie e sistemi di riscaldamento.

Tutto questo, però, avveniva nel nostro Paese fintanto che non ne è stata appurata la pericolosità. Ciò ha portato il legislatore a proibirne l’estrazione, la produzione, la commercializzazione, l’esportazione e l’importazione. Era il 1992, una data importante per l’abolizione dell’amianto sul territorio italiano. Il divieto, tra l’altro, abolisce non solo i manufatti composti di amianto ma anche tutti i prodotti che lo contengono.

Nel 1995 – secondo quanto previsto dalla legge 257 – s’interrompe anche la commercializzazione dell’amianto.

La colpa della pericolosità dell’amianto è racchiusa nelle fibre di cui è formato il materiale. Queste, infatti, soprattutto sotto forma di eternit o di fibrocemento, se vengono inalate si possono depositare sulle cellule polmonari e all’interno delle vie aeree.

Nei polmoni, le fibre d’amianto possono depositarsi anche per diversi anni e portare allo sviluppo di gravi patologie come il tumore dei polmoni, il mesotelioma e l’asbestosi, che possono comparire anche dopo molti decenni. Ecco perché è necessario ricorrere all’intervento di una ditta specializzata e abilitata come la nostra che si occupi dello smaltimento di questo materiale.

Quali obblighi ha l’amministratore se l’amianto si trova in condominio?

In un caso simile, la legge prevede degli adempimenti ben precisi in capo all’amministratore condominiale e – in caso di privati – ai proprietari. Innanzitutto, l’amministratore di condominio deve eseguire un accurato censimento ed una mappatura di tutti i manufatti di amianto presenti nelle varie parti comuni. A tal proposito, l’amministratore dovrà richiedere l’intervento di un professionista abilitato che avrà il compito di compilare una scheda specifica.

Trattandosi di un obbligo di legge, non è prevista alcuna approvazione dell’assemblea per ottemperare a tale obbligo. Tuttavia, l’amministratore è tenuto ad informare subito l’assemblea dei condomini se sono state rinvenute tracce di amianto nell’edificio condominiale.

Cosa succede se si trova dell’amianto in condominio?

L’amianto si può trovare in matrice friabile oppure sotto forma compatta. In quest’ultimo caso, il materiale non è pericoloso e l’amministratore non è tenuto a comunicarlo ai condomini ma deve comunque far eseguire dei controlli periodici. Ciò è raccomandabile perché se il manufatto si degrada può diventare dannoso e quindi sarà necessario l’intervento di un tecnico specializzato che dovrà valutare eventuali rischi.

La situazione invece diventa più delicata se nello stabile condominiale sono stati rinvenuti dei manufatti in amianto di matrice friabile perché le polveri si possono staccare facilmente, diffondersi nell’ambiente ed essere inalate (anche solo se il manufatto viene urtato o toccato). In un caso simile l’amministratore condominiale deve comunicare tempestivamente all’ASL competente la presenza del suddetto materiale. In caso contrario potrebbe incorrere in una multa dai 2.500 a 5.000 euro circa.

Come si deve fare per rimuovere l’amianto?

Per rimuovere l’amianto è necessario contattare una ditta specializzata come la nostra che sia iscritta all’albo nazionale dei Gestori ambientali (categoria 10).
Quindi l’amministratore dovrà chiedere l’autorizzazione all’ASL per rimuovere il materiale. La ditta procederà quindi a incapsulare e impacchettare l’amianto e questo sarà poi smaltito in discariche speciali secondo la normativa di legge.

L’amianto e l’eternit, che ne è un derivato, sono prodotti estremamente pericolosi e cancerogeni. In passato amianto ed eternit sono stati ampiamente utilizzati, soprattutto in ediliza, perchè materiali resistenti e poco costosi. Fra il 1992 e il 1994 ne sono stati quindi gradualmente vietati la produzione e l’uso. Molti edifici costruiti prima degli anni ’90 possono ancora contenere questi prodotti estremamente cancerogeni, di cui è altamente consigliata la rimozione.

Cosa dice la normativa sull’amianto?

Normativa amianto: cosa dice la legge sull'obbligo della rimozione eternit?Finchè rimane allo stato solido l’amianto è innocuo, ma diventa pericoloso quando comincia a polverizzarsi o sfogliarsi. L’elemento dannoso è infatti la polvere che, se respirata, può causare tumori alle vie respiratorie e ad altri organi. Questi due elementi sono considerati quindi rifiuti pericolosi per la salute e per l’ambiente e chi deve smaltirne anche piccole quantità non può far ricorso al fai da te. Rivolgersi ad una struttura certificata che ne assicuri il corretto trattamento e smaltimento non è solo un obbligo di legge, ma anche un modo per tutelare la propria salute.

Le aziende specializzate nel trattamento di rifiuti speciali, come eternit.roma.it, sono attrezzate per prelevare il pericoloso materiale e metterlo in sicurezza, in modo che non rilasci più polveri e fibre. Questo avviene, grazie a speciali tute, nel totale rispetto della salute degli operatori. Questi ultimi sono quindi dotati di appositi dispositivi per il prelievo e il trasporto di eternit ed amianto, che in quanto rifiuti pericolosi devono subire uno speciale trattamento per essere smaltiti.

La necessità è quello di renderli inerti ed impedire loro di inquinare ulteriormente l’ambiente. Castaldi srl ed Eternit Roma garantiscono inoltre la bonifica dell’ambiente dagli agenti cancerogeni e il monitoraggio di tutta l’area a rischio.

Chi ha l’obbligo della rimozione amianto?

Eternit Roma si occupa del prelievo, del trasporto e dello smaltimento dell’eternit e dell’amianto nella capitale e in tutta la Provincia di Roma.  I servizi dell’azienda comprendono anche la gestione di tutta la burocrazia relativa allo smaltimento dei rifiuti pericolosi. L’incarico di rimozione dell’eternit e dell’amianto comincia con un sopralluogo per valutare i rischi e la quantità di materiale che deve essere smaltito. La rimozione di tutto il materiale nocivo può richiedere lo smontaggio di tetti e coperture o di intere strutture, che vengono quindi messe in sicurezza in appositi contenitori.

Il materiale viene quindi trasportato in discarica e qui smaltito con particolari tecniche che assicurano il rispetto dell’ambiente e della salute di tutto il personale coinvolto. Avere in casa o in azienda elementi estremamente cancerogeni come amianto ed eternit è un azzardo e la loro rimozione è altamente consigliata. Contattando Castaldi srl è possibile richiedere una visita di sopralluogo a cui seguirà un preventivo gratuito e senza impegno.

In caso di dubbi sulla presenza di amianto è possibile contattare l’azienda anche per richiedere un’analisi preliminare dei rischi, in modo da decidere se provvedere allo smantellamento delle eventuali strutture in amianto.

Qual’è la normativa in vigore relativa alla presenza di eternit sui luoghi di lavoro?

Secondo la legge il datore di lavoro è responsabile della presenza di amianto e altri materiali pericolosi o cancerogeni. La presenza di amianto è regolata dal Testo Unico in tema di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, ovvero il Decreto Legislativo n. 81 del 2008. Sempre al datore del lavoro spetta la valutazione del rischio relativo alla presenza di amianto e le conseguenti azioni da intraprendere.

Lo smaltimento dell’amianto deve essere affidato ad un’impresa specializzata in rifiuti speciali e dotata di tutte le certificazioni necessarie. Quest’ultima e il datore di lavoro provvederanno a stendere un piano di lavoro dettagliato con indicati procedure, attrezzature e personale impiegato nella bonifica. Si tratta di un documento molto importante, che dovrà essere depositato 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Molte imprese specializzate nello smaltimento di rifiuti pericolosi, come Castaldi srl ed Eternit Roma, sono in grado di fornire tutta la consulenza necessaria per il disbrigo di tutta la burocrazia relativa al trattamento e allo smaltimento di amianto, eternit ed altri materiali pericolosi per l’uomo e per l’ambiente.

Le nostre città, abitazioni e strutture industriali sono spesso ricche di amianto e eternit. Infatti sin dagli anni ottanta l’amianto e l’eternit sono stati utilizzati nel settore dell’edilizia perché erano materiali isolanti con buone caratteristiche di isolamento termico e acustico. Le fibre di asbesto contenute in questi materiali però sono estremamente pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, per questo è necessario procedere ad un intervento di smaltimento delle lastre in eternit e delle lastre in amianto.

Lastre in amianto nel corso del tempo

Col tempo infatti i materiali si logorano e si usurano, questa degenerazione dei materiali causa la dispersione nell’ambiente delle fibre di asbesto. Le fibre di asbesto sono polveri sottili, quando ci troviamo a respirare queste polveri siamo esposti a pericolose malattie dell’arrapato respiratorio che possono degenerare in tumori e carcinoma del polmone.

Per questo sono state emanate varie normative e decreti ministeriali per disciplinare lo smaltimento e la bonifica di lastre in eternit e lastre in amianto. Ricordiamo che il contatto umano con questi materiali integri non è pericoloso, il pericolo avviene quando queste particelle dannose si staccano dai materiali e vengono immesse nell’aria.

Lastre in eternit: come gestire lo smaltimento?

Lastre Eternit in fibrocemento: come gestire lo smaltimento?La questione dello smaltimento dell’amianto e eternit è delicata. Le operazioni di rimozione, smaltimento o eventuale copertura e bonifica devono essere effettuate esclusivamente da professionisti del settore e personale altamente qualificato.

La nostra azienda può essere considerata come punto di riferimento sul territorio di Roma per la gestione dello smaltimento delle lastre in etrnit e in amianto perché garantiamo l’esecuzione degli interventi nel pieno rispetto della normativa vigente in totale sicurezza e affidabilità.

Lo smaltimento delle lastre in amianto e eternit può essere fatto tramite bonifica ossia con intervento di verniciatura e incapsulamento, tramite vernici chimiche protettive che siano in grado di isolare il materiale e neutralizzarlo.

Oltre alla bonifica si può optare per una soluzione più definitiva che è quella della rimozione delle lastre in eternit e lastre in amianto e del successivo smaltimento in apposite discariche che lavorano e processano rifiuti pericolosi.

Analizzare prima le lastre in fibrocemento

Prima di procedere a definire quale intervento effettuare su una struttura edilizia o su lastre in eternit e lastre in amianto, occorre valutare caso per caso lo stato e la pericolosità della struttura. In questo modo è possibile quantificare e valutare il grado di pericolosità delle lastre per un’eventuale contaminazione dell’ambiente e danni alle persone.

Questo vuol dire che il personale che effettuerà i lavori dovrà munirsi di attrezzature specifiche e protezioni necessarie. Infatti se le lastre o le strutture edilizie sono deteriorate è facile che durante i lavori di rimozione e smaltimento delle lastre, le fibre pericolose si stacchino e contaminino l’aria, comportando un rischio per li personale che dovrà eseguire i lavori di smaltimento.

La nostra azienda seguirà la gestione dell’intervento di smaltimento dall’inizio alla fine in tutte le sue fasi. Le operazioni di smaltimento finale dei rifiuti sono estremamente delicate e vanno eseguite con cura e attenzione in conformità con i decreti ministeriali per non incorrere in pesanti sanzioni pecuniarie.

Per questo occorre fare affidamento solo a professionisti che conoscano la materia e che operino già da tempo nel settore. Una volta rimosso il materiale, di deve procedere al trasporto delle lastre in etrnit e delle lastre in amianto verso l’impianto specializzato.

I rifiuti vengono consegnati al centro di raccolta e devono essere formalmente accettati dalla discarica. Una volta che la discarica avrà effettuato lo smaltimento finale delle lastre in amianto e delle lastre in eternit rilascerà la documentazione e attestazione dell’avvenuto smaltimento. Tutta la fase di trasporto dei materiale è molto delicata, la nostra aziende effettuerà questo servizio solo con mezzi autorizzati e compatibili con il trasporto di rifiuti speciali e pericolosi.

Ci faremo carico inoltre di coordinare e seguire le pratiche amministrative e burocratiche e ottenere le certificazioni e attestazioni di smaltimento richieste dalle legge. Se devi smaltire strutture edilizie in amianto infatti dovrai effettuare una dichiarazione annuale di smaltimento. La nostra azienda e i nostri esperti sono a disposizione per assisterti nella redazione della pratica.

L’amianto è uno dei materiali più pericolosi utilizzato nell’edilizia negli anni passati. Esso che nel periodo del cosiddetto boom economico era nel suo massimo splendore, deve adesso essere adesso rimosso, trasportato in maniera sicura e infine distrutto presso strutture appositamente attrezzate.

Tetti in eternit: perché erano cosi diffusi?

Tettoie in eternit del garage o di casa: come comportarsi con un tetto in eternit a ondulineL’amianto o asbesto fu scoperto all’inizio del secolo scorso, la tecnologia legata ai processi produttivi fece si che potesse essere trasformato in lastre il cui uso era altamente flessibile e poco costoso, tale materiale era conosciuto come Eternit.

Il basso costo di produzione e il fatto che l’amianto potesse essere trasformato nelle più disparate forme, ha fatto si che la sua diffusione fosse capillare. Il materiale fino alla sua messa al bando era utilizzato per svariati usi soprattutto in edilizia, di solito infatti l’Eternit veniva impiegato come coperture dei tetti, come rivestimento interno di pareti e pavimenti, come cisterne di acqua potabile o di altri liquidi.

Particolare successo lo hanno avuto le tettoie in eternit, riconoscibili ancora oggi per famose onduline in lamiera che spesso ricoprono magazzini o edifici ad uso industriale.

L’Eternit in virtù della sua pericolosità fu messo al bando agli inizi degli anni 90 con un apposita legge statale, la norma non solo prevedeva il divieto di utilizzo nelle costruzioni future ma imponeva altresì l’obbligo della rimozione, con la contestuale bonifica dei siti interessati.

Quale è la pericolosità di un tetto in amianto? 

Studi negli anni hanno certificato la pericolosità del materiale. Esso infatti con il passare degli anni soprattutto a causa degli agenti atmosferici veniva assoggettato a una forma di sfaldamento, le crepature sulla superficie contribuivano a liberare nell’aria le fibre che se respirate erano responsabili di alcune malattie debilitanti a volte anche mortali, come ad esempio il carcinoma polmonare. Per la pericolosità acclarata l’amianto deve essere eliminato da tutte le strutture, siano esse residenziali o industriali.

Come avviene la rimozione dei tetti in amianto?

Una volta scoperto un tetto o tettoia in amianto deve essere immediatamente tenuto sotto controllo. Di fatto il materiale dovrebbe essere immediatamente coperto con dei teloni speciali, successivamente rimosso e trasportato presso discariche autorizzate in cui viene distrutto completamente. Tutti i processi fin dalla scoperta alla distruzione devono essere messe in pratica da personale specializzato, quest’ultimo deve utilizzare dispositivi di protezione individuali, anche il trasporto deve essere effettuato con veicoli speciali, essi stante la presenza di chiusure speciali non permettono la liberazione nell’aria di fibre di Eternit.

I processi di trasporto e bonifica devono essere attentamente monitorati, durante l loro effettuazione devono essere redatte alcune documentazioni specifiche, non ultimo il formulario di trasporto (conosciuto anche come FIR). La mancata ottemperanza delle norme che regolano lo smaltimento, o ancor peggio la scelta di effettuare lo smaltimento al di fuori dei canali autorizzati porta a delle pesanti conseguenze soprattutto sotto il punto di vista penale. 

Chi si occupa delle coperture in Eternit a Roma?

L’insita pericolosità dell’amianto nonché il divieto di operare la rimozione e lo smaltimento in autonomia, porta l’utenza sia essa pubblica o privata che scopre nei propri edifici Eternit, a dover per forza di cose individuare una ditta specializzata. Nella capitale d’Italia da molti anni in tale contesto è attiva la Castaldi srl.

L’impresa che può essere contattata tramite la pagina contatti, si occupa di tutte le fasi dello smaltimento, fasi che contemplano anche le eventuali autorizzazioni tendenti ad ottenere il permesso per la movimentazione del materiale. Il personale dell’impresa, che opera in tutta la regione, è formato professionalmente, esso interverrà avendo cura di evitare al minimo il contatto con l’Eternit, tutte le fasi verranno inoltre messe in opera con la massima cautela possibile.

L’impresa iscritta all’albo gestori ambientale, nelle categorie 10A e 5F, non ha problemi a effettuare un’analisi preventiva dei rischi, successivamente a questa verrà effettuato un piano d’intervento con la conseguente redazione di un esaustivo preventivo di spesa, da quest’ultimo di evincerà la grande convenienza economica proposta dall’impresa, anche rispetto ad altri competitor della zona.